Nuove linee di indirizzo per gli inserimenti nelle residenze sanitarie assistenziali

Le spese dovranno essere compartecipate dagli utenti sulla base degli indicatori economici del reddito.

Sostenere un numero maggiore di anziani non autosufficienti, ospitati nelle strutture residenziali extraospedaliere, attraverso la rimodulazione dei contributi. È l’obiettivo dell'amministrazione comunale, che ha chiesto ai Servizi sociali di varare nuove linee operative per l'inserimento nelle Residenze sanitarie assistenziali, tenendo conto della situazione economica dei beneficiari.

«Abbiamo rilevato che fino ad oggi non c’erano delle indicazioni dettagliate per l’attribuzione di questi contributi. Abbiamo, perciò, chiesto di applicare un criterio di maggiore equità, disponendo che il beneficiario compartecipi al pagamento delle quote se la situazione economica lo permette. In questo modo, con i risparmi, potremo aiutare un maggior numero di persone», sottolinea il sindaco Sean Wheeler. Le linee operative sono state già preparate dalla struttura comunale, la quale per ogni singolo caso dovrà valutare il reddito del nucleo familiare prima di erogare il contributo. «Il Comune può aiutare chi autonomamente non è in grado di coprire tutta la retta, integrando la differenza. In passato – aggiunge l’assessore ai Servizi sociali, Sebastiano Sassu – accadeva però che l’amministrazione pubblica erogasse il contributo senza valutare interamente i redditi dei componenti del nucleo familiare. Abbiamo ritenuto necessario mettere ordine a questa procedura, garantendo pari accesso a tutti gli utenti che devono utilizzare questo servizio, con l’obiettivo di avere più liquidità a disposizione di tutte le persone assistite». Le Residenze sanitarie assistenziali sono strutture extraospedaliere finalizzate a fornire accoglienza, prestazioni sanitarie, trattamenti riabilitativi ad anziani in condizioni di non autosufficienza fisica e psichica. Si rivolgono agli utenti che necessitano di un’assistenza sanitaria e riabilitativa continua ma non tale da consentire il ricovero ospedaliero. «È un servizio indispensabile. Il nostro dovere di amministratori deve essere quello di fornire aiuto a questa fascia di utenti che usufruisce delle Rsa, ma con forme di sostegno che siano giuste – conclude Sebastiano Sassu – e che permettano di ottimizzare la distribuzione delle nostre risorse economiche, soprattutto in un momento così difficile per la nostra comunità».

Porto Torres, 05/02/2016

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