Celebrate in consiglio le Giornate della Legalità e della Trasparenza

L'intervento del presidente del Consiglio di fronte agli studenti che hanno vinto il Premio Fidapa

Data:
24 maggio 2023

In apertura della seduta del Consiglio comunale del 23 maggio  sono state celebrate le Giornate della Legalità (in occasione dell'anniversario della strage di Capaci) e la Giornata della Trasparenza. All'inizio dei lavori erano presenti studenti e studentesse della 2^ e 3^ dell'IC2 Don Antonio Sanna e della 3^A del Linguistico Paglietti, vincitori del Premio Fidapa Emanuela Loi con i video ”Capaci… di dire basta” e "L'abito" che sono stati proiettati in aula consiliare. Hanno preso la preso la parola il presidente del Consiglio comunale Franco Satta, il sindaco Massimo Mulas, l'assessora alla Pubblica istruzione Simona Fois e le insegnanti referenti dei due progetti premiati da Fidapa. Per l'occasione all'interno del Palazzo Comunale è stato appeso il lenzuolo dedicato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, all'agente Emanuela Loi, realizzato per la Giornata della Legalità dello scorso anno.

 

L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO FRANCO SATTA

 

Oggi 23 maggio 2023 è la giornata in cui si ricordano le vittime di tutte le mafie, denominata “Giornata Nazionale della Legalità”.

 

Quella di oggi è stata individuata come data simbolo per commemorare, come ogni anno, dopo i tragici fatti, le vittime delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, avvenute il 23 maggio e il 12 luglio del 1992, in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte.

 

Tra gli agenti di scorta occorre ricordare una figlia della Sardegna, Emanuela Loi nata a Sestu (Cagliari).

 

Emanuela non aveva ancora 25 anni quando fu barbaramente uccisa, fu la prima donna poliziotto a morire per mano mafiosa, infatti lei era tra i cinque componenti della scorta di Paolo Borsellino che saltarono in aria il 19 luglio 1992 a Palermo in Via d’Amelio.

 

Nella giornata odierna si commemora in particolare la Strage di Capaci avvenuta, il 23 maggio di trentuno anni fa dove perirono, nell’attento organizzato da Cosa Nostra, il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'essa magistrato, e tre agenti della scorta.

 

La “Giornata Nazionale della Legalità” viene celebrata in tutto il Paese al fine di testimoniare la disapprovazione, il contrasto e l’avversione verso tutte le mafie e contro ogni forma di eversione.

 

Perché non fu solo la Mafia a colpire i servitori dello Stato ma furono anche i gruppi eversivi, che, con azioni di terroristiche, hanno eliminato coloro che ritenevano loro nemici delle loro sciagurate cause.

 

Solo tra il 1969 e il 2015 sono stati assassinati 26 i giudici in attentati contro la Magistratura e contro lo Stato Italiano. 

 

La strage di Capaci fu un attentato di stampo terroristico-mafioso, come hanno ricordato anche recentemente nella loro visita a Porto Torres i magistrati Pietro Grasso e Giovanni Salvi, delitto compiuto dalla mafia nei pressi di Capaci con una carica esplosiva con potenza pari a 500 kg di tritolo che fecero esplodere mentre transitava il magistrato con il corteo della scorta.

 

Giovanni Falcone assieme ai colleghi e amici Rocco ChinniciAntonino Caponnetto e Paolo Borsellino, è stato una delle personalità più importanti e prestigiose a al sostegno della legalità nella lotta alla mafia in Italia ed a livello internazionale.

 

Il principio di legalità è fortemente radicato nel nostro ordinamento giuridico che recita: “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge”, si tratta di una regola che garantisce i diritti, le pari opportunità e le buone pratiche di convivenza e di comportamento.

 

Pietro Grasso e Giovanni Salvi, rispondendo alle domande degli studenti dell’Istituito Superiore Mario Paglietti, hanno affermato con forza  l’importanza del rispetto della legalità, richiamando l’impegno e la responsabilità di tutti, con particolare riferimento alla parte politica.

 

Essi, in base alle loro esperienze, hanno evidenziato il fatto che, se si abbassa la guardia sul principio del rispetto della legalità cresce il pericolo delle infiltrazioni mafiose che danneggiano la crescita economica, e mettono a rischio i valori della democrazia e della trasparenza.

 

La legalità risulta quindi un’esigenza collettiva, cemento e fattore base di ogni convivenza sociale.

 

Infatti, senza legalità non c'è società, non c'è Stato, non c'è perfino comunità, pertanto, il dovere dei magistrati come quello della classe politica è quello di mettersi a disposizione della comunità senza secondi fini o obiettivi personali, ma come portatori di interessi generali.

 

Si tratta quindi di rispettare i ruoli che sono insieme sociali, civili e politici.

 

Si, anche politici, giacché la legalità sta alla base del patto sociale moderno, in quanto il rispetto della Legge è l'atto concreto della volontà generale ed è l’essenza dello Stato.

 

Tutto ciò risulta fondamentale a garanzia della sicurezza dei cittadini onesti, e come argine alla sopraffazione e alle varie forme di criminalità.

 

Per questo motivo è importante che coloro che gestiscono e amministrano la cosa pubblica si attengano all’osservanza delle Leggi che arrivano e derivano dalla nostra Costituzione.

 

Occorre pertanto stare sempre dalla parte della Legge, senza tentennamenti, per respingere il pericolo della corruzione e delle mafie e che spesso agiscono nell’ombra e tentano di contaminare con i loro veleni, sottili ma mortali, soprattutto alcuni settori della pubblica amministrazione.

 

La nostra Costituzione, che ho sopra citata, ha come fondamento principale la dignità della persona, per questo l’articolo 3 sancisce: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla Legge”.

 

Gherardo Colombo, ex Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano ha affermato: “Io credo che oggi giustizia significhi uguaglianza; uguaglianza nel rispetto della persona.”

 

Il concetto di legalità rappresenta quindi, oggi come non mai, la massima garanzia di libertà, infatti, tale concetto impone  a tutti il pieno rispetto della Legge, che è il vero "strumento del popolo".

 

Ed è per onorare questo principio che con il loro impegno concreto Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono stati costretti a soggiornare qui, sulla nostra isola dell’Asinara, in un’isola carcere, non in un penitenziario qualsiasi ma in un carcere di massima sicurezza, per assicurare la giustizia al riparo dai pericoli in seguito alle numerose minacce ed intimidazioni da loro subite.

 

Ed è qui che i due magistrati nel 1985, hanno scritto il testo dell’ordinanza-sentenza del più grande processo alla Mafia mai celebrato. Una delle pagine più importanti della storia della guerra dello Stato contro la Mafia.

 

In ricordo di quei giorni trascorsi nel Comune di Porto Torres, su una targa affissa alla parete dell’edificio dell’isola dell’Asinara dove svolsero l’importante lavoro di redigere gli atti del processo, attualmente Sede Operativa del Corpo Forestale della Sardegna, si legge questa ormai celebre frase attribuita al giudice Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

 

Mi avvio alla conclusione affermando che, i giudici Falcone e Borsellino, pur essendo consapevoli dei gravi rischi che correvano, hanno dedicato la loro vita a ciò che credevano, con la forza e la dedizione che contraddistingue i migliori uomini dello Stato, essi si sono sacrificati e offerti per una causa superiore.

 

Essi si sono esposti coscienti dal fatto che “Gli uomini passano, ma le idee restano e camminano sulle gambe degli altri…”, con questa famosa frase Giovanni Falcone ha sintetizzato il suo pensiero e quello del suo amico e collega Paolo Borsellino sul senso della legalità e della giustizia.

 

Ed ora che loro non ci sono più le gambe a cui alludeva Giovanni Falcone, care colleghe e cari colleghi consiglieri, sono anche le nostre perciò nel nostro operato dobbiamo sempre tenere presenti i principi della legalità, della giustizia e della trasparenza.

 

Celebrate in consiglio le Giornate della Legalità e della Trasparenza
Celebrate in consiglio le Giornate della Legalità e della Trasparenza  

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Ultimo aggiornamento

25/05/2023, 08:34