Commercio, dal 1° aprile in vigore "vecchie" norme sull'occupazione del suolo pubblico

Nuove domande da presentare al Suape

Data:
31 marzo 2022

Dal 1° aprile, con la conclusione dello stato di emergenza nazionale, torneranno in vigore le regole comunali sull'occupazione del suolo pubblico, che erano state "congelate" a causa della pandemia. Lo chiariscono gli uffici comunali dell'assessorato al Commercio, che invitano gli esercenti di bar e ristoranti a verificare la propria posizione e presentare la nuova domanda al Suape. Come previsto dal decreto Milleproroghe, c'è tempo fino al 30 giugno per  presentare la domanda e la posa in opera temporanea di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse. Il 31 marzo si conclude quindi la fase in cui agli esercenti era consentito di occupare il suolo pubblico anche oltre le superfici normalmente concesse, per compensare la perdita di disponibilità di spazi interni: questo vuol dire che dal primo aprile vanno ridimensionati gli spazi e smontate eventuali strutture aggiuntive allestite in fase Covid. I componenti della commissione Commercio del Consiglio comunale stanno studiando un regolamento per adottare eventuali interventi migliorativi dell'attuale normativa comunale sull'occupazione del suolo pubblico.

Le ordinanze di carattere eccezionale avevano preso il via nell'ottobre del 2020 e poi confermate nel maggio del 2021 per supportare l'attività degli esercizi pubblici dopo i blocchi dovuti alla pandemia, e garantire le misure di prevenzione sanitaria anti-Covid. Erano previste alcune deroghe al regolamento delle occupazioni di suolo pubblico e alla disciplina delle strutture precarie ed amovibili annesse agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. Chi voleva chiedere una nuove concessioni di suolo pubblico o era già in possesso una temporanea (anche scaduta) poteva occupare la superficie precedentemente concessa per sistemare tavolini, sedie, ombrelloni e similari (non erano consentiti dehors).

Si poteva chiedere di occupare la superficie fino al doppio di quella già autorizzata (e comunque fino ad un incremento massimo del 50% dello spazio autorizzabile come da regolamento comunale) a condizione che venissero rispettate le norme del Codice della Strada e il relativo regolamento di attuazione. La tassa di occupazione di spazi e aree pubbliche non era dovuta fino al 31 dicembre 2021 anche per le richieste in itinere; erano inoltre esenti le imposte di bollo e i diritti di segreteria.

Commercio, dal 1° aprile in vigore "vecchie" norme sull'occupazione del suolo pubblico
Commercio, dal 1° aprile in vigore "vecchie" norme sull'occupazione del suolo pubblico  

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Ultimo aggiornamento

20/06/2022, 15:43